martedì 5 febbraio 2013

La parola di oggi è "bugia"

"Non si sfugge alla falsità, alle bugie. O meglio, si può sfuggire per un po', poi, quando meno ce lo si aspetta, riaffiorano, non sono più docili come nel momento in cui le hai dette, apparentemente innocue, no; nel periodo di lontananza si sono trasformate in orribili mostri, in orchi mangiatutto. Le scopri e, un secondo dopo, vieni travolto, divorano te e tutto quello che ti sta intorno con un'avidità tremenda."

S. Tamaro "Va' dove ti porta il cuore".

Credo che le bugie, anche quelle piccole, siano ciò che più fa vacillare un rapporto, ciò che lo porta alla fine.
La nostra "bugia" si collega alla parola tedesca "böse", che significa cattivo, malvagio. Non so perché, ma ho subito pensato ai cattivi delle favole, soprattutto alla strega di Biancaneve. Riesce con tutta la sua cattiveria a far mangiare alla principessa una mela avvelenata, proprio riempiendola di bugie, di false promesse. Se non fosse per il principe quella poverina sarebbe ora decomposta nella bara di cristallo dei nani, solo per aver creduto alle bugie di una vecchia strega.
In sostanza, se uno ti dice una bugia ti uccide, metaforicamente o non. E' una morte lenta che a poco a poco fa cadere tutte le sicurezze, ti rovina il sonno e non ti dà pace. Di norma il bugiardo si salva, solo chi è stato ingannato si logora con il pensiero del perdono, che, nella maggioranza dei casi, è uno sbaglio concedere. Tutto si può perdonare, persino un tradimento quando è confessato immediatamente, ma non una bugia.

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