martedì 29 gennaio 2013

La parola di oggi è "gelosia"

“Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero d’esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.”    

R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso.   

Gelosia è sicuramente una delle parole che più mi appartiene. Sono gelosa di tutto, dei libri, delle persone, del mio pc, del cibo nel mio piatto. Devo dire che l'italiano non mi aiuta e non mi giustifica. Sono dovuta andare più indietro, ho dovuto trovare le radici di questa parola per capire perché tanto me la sento dentro.
In latino "zelus" significa semplicemente gelosia, oltre che zelo, ma, avventurandomi sulla pagina, mi sono accorta che esiste "zelo", un innocuo verbo regolare di prima coniugazione. Questo ha due significati: oltre ad "essere geloso", anche "amare ardentemente". Allo stesso modo, sul Rocci trovo ζῆλος "trasporto ardente", "amore". La gelosia insomma è, almeno per me, una forma d'amore. Forse l'unica che mi è rimasta. Le reazioni violente sono quelle che più ci ricordiamo perché sono le meno ovvie. Diciamo sempre "oggi ho litigato con i miei" e mai "oggi mia mamma mi ha voluto bene". Ci ricordiamo delle discussioni e, soprattutto, del senso di amore che ci invade quando torna il sereno, quando perdoniamo o siamo perdonati. Nessun rapporto può vivere solo di tranquillità, ci vuole quell' "amore ardente" perché possiamo capacitarci di quanto siamo legati, perché possiamo sentire ancora i pugni nello stomaco (beato chi nella vita ha sentito solo lo svolazzare leggero delle farfalle!). La prossima volta che sarò gelosa, mi ricorderò di essere anche zelante e, prometto, userò tutta questa forza anche per creare, non solo per esplodere.









Nessun commento:

Posta un commento