lunedì 28 gennaio 2013

Vai dove ti porta...

"Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta."

S. Tamaro, Va' dove ti porta il cuore.

Oggi pomeriggio ho sentito il bisogno irrefrenabile di leggere un libro. Mi sono sentita quasi trascinata fino alla piccola libreria della mia città. Avevo già deciso quale libro leggere, ma ho comunque voluto guardarli tutti. Sarò rimasta più di mezz'ora e in tutto questo tempo nessun altro è entrato nel negozio. Siamo abituati alle grandi librerie milanesi, sempre affollate di gente che, probabilmente, di libri ne compra pochi e ne legge ancora meno. Si rifugia lì nell'attesa del treno, degli amici, dell'inizio dell'ora di lezione, ma poi non legge. Al giorno d'oggi dovrebbero chiederlo persino ai colloqui di lavoro se uno è lettore oppure no, dovrebbe essere un valore aggiunto, fondamentale. I lettori dovrebbero avere la precedenza, come le donne incinte al supermercato.
Alla fine ho comprato "Va' dove ti porta il cuore". Il libro è stato ristampato di recente dalla Bompiani che l'ha inserito tra i romanzi "vintage" (si, purtroppo la collana si chiama proprio così!). Credo che Calvino l'avrebbe definito un classico, visto che, quando un romanzo è immortale, si può tranquillamente definire tale. Temo che questo sia solo uno dei tanti campanelli d'allarme che la società ci manda. I classici sono per definizione (ma soprattutto per sentito dire) noiosi. Essere un classico non è più in, molto meglio essere vintage, come le gonne anni '50. Non mi stupirei se la prossima ristampa dei Promessi Sposi finisse nella collana "evergreen".

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